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L'ambiente

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L'area Morenica Mantovana rappresenta una indiscutibile eccellenza del patrimonio provinciale, sia dal punto di vista artistico che da quello naturalistico.

Geograficamente arroccata a ridosso del lago di Garda, evoca nella sua cultura immateriale le suggestioni proprie della commistione di più infusi; quello lacustre e quello che si propaga dal dinamismo intellettuale del capoluogo virgiliano.

Da un simile contesto non può non scaturire una unicità territoriale che si riflette anche in ambito culinario.
L'anfiteatro morenico diviene naturale palcoscenico di una cucina che ha saputo traghettare, nello scorrere del tempo, sapori altrimenti dimenticabili o dimenticati.

Assaggi di tipicità compendia ricette conservate come espressione dei patrimonio culturale immateriale e le porge al fruitore contemporaneo come chiave di una lettura del territorio e dei suo vissuto. Emergono, così, la caratteristiche peculiari, di campanile in campanile, che differenziano i percorsi del gusto e della storia.


L'anfiteatro morenico gardesano si formò a causa di un complesso glaciale che traeva alimento dalle Alpi Retiche e si spingeva, nel momento di massima espansione, fino ad una quindicina di chilometri da Mantova trascinando con sé materiali incoerenti, massi, ciottoli, ghiaia e sabbia.

Dal deposito di questi materiali (morene), ebbero origine le colline moreniche. Con la scioglimento dei ghiacci si formò il lago di Garda e tanti piccoli specchi d'acqua. Il paesaggio così, è un susseguirsi di colline basse disposte a mezzaluna e accostate in archi quasi paralleli.

Le colline moreniche del Garda anche se modeste hanno una connotazione così particolare che lasciano la sensazione di un paesaggio toscano. La dolcezza dei pendii viene accentuata dalla presenza di filari di cipressi sulle loro sommità.

Macchie di bosco e verdi pianori, zone aride e zone umide costellate di laghetti e risorgive si alternano a generose campagne e ordinati filari di vite su terreno talvolta rosso e sassoso.

Sullo sfondo, percepibile solo da punti di osservazione privilegiati, resta il lago da cui esce il Mincio, asse idrologico principale del territorio che la attraversa da nord a sud.

Oggi scorre fra alluvioni chiaìose, terrazzate, incidendo profondamente il grandioso apparato morenico. Solo una volta uscitone a sud-est di Volta Mantovana, assume l'andamento sinuoso e lento, tipico dei corsi d'acqua di pianura.

Proprio le acque del Mincio e dei suoi canali, hanno segnato la storia paesaggistica dell'alto Mantovano. Il loro massiccio uso agricolo, a partire dalla fine degli anni sessanta, con l'introduzione dell'irrigazione a pioggia, ha determinato il passaggio da coltivazioni di sussistenza, strappate a terreni sassosi e ferrosi, sempre in balia delle siccità, a produzioni più abbondanti e costanti, destinate alla trasformazione industriale. Anche l'impatto visivo è profondamente cambiato. Ora, toni di verde, coprono le colline anche nella stagione più secca: quella del grano giovane, dei foraggi, dei campi di mais, dei filari di viti, dei frutteti.



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